ultimum gaudium, ultima spes
Povero uomo, è giunto il momento di tentare ancora. Di concedere a una donna di stringere, con le sue gelide mano, il tuo caldo e pulsante membro in erezione. Con l’intento febbrile di condurlo, con un assiduo e tremolante movimento, fino all’inevitabile esplosione. Lascia che il tuo denso e bianco nettare sgorghi fuori, liberando ciò che da troppo tempo grava nelle profondità delle tue viscere. Forse, insieme ad esso, scivolerà via anche un frammento del marcio che ti logora dentro. E dopo, prova a chiederle un po’ d’amore. Chissà, forse la vita assumerà finalmente un colore diverso. Nella speranza che questo stato di perenne afflizione possa estinguersi. Supera i tuoi traumi, spezza i tuoi blocchi, abbandona il peso che ti schiaccia. Concediti di vivere. ( l'ultimo piacere, l'ultima speranza)
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