Solitudine damnatio
Questo è il lascito di un uomo, se ancora così si può definire, vuoto, perso nell'oblio. Un’anima sola, smarrita nel tumulto delle proprie stesse rovine, che soffre ogni giorno, sopraffatto dalle emozioni più feroci. Un uomo consumato da un’angoscia senza tregua, animato da incessanti attacchi d’ansia e di panico, divorato da stati di inquietudine che non riesce a domare. Un uomo che ha smarrito ogni legame con il mondo, incapace ormai di trarre calore dalla presenza altrui. La sua esistenza è relegata a una solitudine lancinante, forse persino indicibile, una condanna silenziosa e inesorabile. Un uomo dotato di un emotivitá talmente violenta da essere dannosa per se e per gli altri. la morte a volte pare l'unico orizzonte possibile, l’unico rifugio da un’angoscia estenuante che consuma senza requie. Un’anima spezzata, in cui la mente ha tessuto trappole invisibili, riducendo ogni respiro a un affanno, ogni pensiero a un’ombra. Un uomo probabilmente ormai incapace di amare, di sentire il fremito dell’affetto, di abbandonarsi alla dolcezza di uno sguardo. Incapace di fare l’amore, perché nulla in lui si accende più, perché il desiderio è stato soffocato dal peso del proprio abisso.
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