Quasi felicità
I giorni scorrono via, lievi e indifferenti, come acqua tra le dita, e io rimango qui, immobile, custode silenziosa delle mie abitudini. Mi ripeto che passerà, che ogni tempesta trova quiete, eppure dentro arde, arde feroce, come una fiamma ostinata che rifiuta di spegnersi. E non so come salvarmi. Non comprendo questo tumulto, questa fragilità che mi attraversa, per cui anche l’infinitamente piccolo diventa improvvisamente immenso, e le parole si spezzano in un nodo stretto alla gola. Se sono qui, in verità, è per te. Non lo confesserò mai, ma ho deviato il mio cammino senza far rumore, quasi senza accorgermene. Desidero un futuro con te, io, che al futuro non ho mai creduto, che ho sempre vissuto sfiorando appena il domani. E ti sono grata, profondamente, anche se non lo sai. Ma temo, temo di non essere fatta per qualcosa di così delicato, così autentico. Perché, in un modo o nell’altro, consapevole o meno, finirò per incrinarlo.
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