Ludis Veneris
D' animo stanco e sfinito, Il mio corpo giunse alla dimora, Come un crocifisso ben scandito, Sul collo d una suora Procedendo verso il giaciglio Con sospirar aspro e lacerante Udii il passo d un coniglio Che a salir sembrava assetante Mentre l' desiderio svanisce stranito M'apparve d'innanzi stupito, Un corpo di natura scolpito Che lo sguardo mi avea colpito Non si trattava certo d' un abbate Ma d'una musa di favole incantate Ella, senza veli a nasconder l’essenza Per placar ogni singola carenza Sveló la sua anima poco pura ma tanto ardente Che al miraggio mi parea sorprendente D'Un color che brillava arrossito si muoveva con grazia nel salotto, di colpo escamó con fare ardito "Buon uomo, vorrei il tuo cazzo barzotto" sussurrando al mio corpo una dolce chiamata Vedendo dinnanzi una notte colorata Risposi ben predisposto Tirando fuori quel che stanco avevo riposto Senza il bisogno che alle emozion procuro il mio cuore rispose in un battito sicuro Con sangue che fluisce nelle orte E il cazzo che divien piu forte Soave e disinvolta Come creatura spensierata ella si appropinqua per la prima volta A chiedermi di pagar una buona Rata: so 300 scudi " A zoccolaaaa" ........
Poetry Books 50% Off
Bestselling collections from top poets
