ippolita a Giorgio
Tu pensi troppo, segui troppo il tuo pensiero. Il tuo pensiero ti attrae forse più di quanto io non ti attragga, perché è sempre nuovo, sempre diverso, mentre io ho già perduto ogni novità. Nei primi tempi del tuo amore eri meno pensoso e più spontaneo, non avevi ancora preso il gusto delle cose amare, perché eri più largo di baci che di parole. D’altronde, come tu dici, la parola è un segno imperfetto, non bisogna abusarne. Eppure, tu ne abusi quasi sempre, con crudeltà. -D'Annunzio : il trionfo della morte 1894
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