il peso delle impronte
Esistono persone che, quando finiscono, lasciano fotografie. Altre lasciano stanze vuote. Io ho paura di averti lasciato qualcosa di molto peggiore. Il riflesso di un amore che da allora misuri con prudenza. Mi domando spesso se esista un giorno in cui pronuncerai il mio nome senza abbassare lo sguardo. Se un abbraccio ti sembrerà soltanto un abbraccio, e non il ricordo di tutto ciò che può rompersi. Vorrei poterti restituire la versione di te che non aveva ancora imparato ad amarmi. Ma il tempo non conosce il contrario. Così rimango qui, a sperare che la vita sia più gentile di quanto io sia stata. Che qualcuno ti insegni che l'amore non deve avere sempre il sapore dell'attesa. Che le tue mani smettano di aspettarsi l'assenza. E se un giorno mi ricorderai, non desidero di essere perdonata. Vorrei soltanto non essere più la misura con cui riconosci il dolore. Perché ci sono colpe che non chiedono assoluzione. Chiedono soltanto che chi abbiamo amato riesca, un giorno, a dimenticare come facevano male le nostre impronte.
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