dulcis vocatio
Un giorno nel pieno del mio cammino vidi dinnanzi a me una giovane donna. Ella, aveva un volto dolce e delicato, attraversato da un’espressività intensa. Due lunghe trecce castane, disordinate e leggermente spelacchiate, incorniciavano il suo viso, accompagnandone con grazia i lineamenti. I suoi occhi, stanchi ma vigili, di un marrone scuro e profondo, sembravano rapire la luce intorno a sé, trattenendola in uno sguardo magnetico. Era esile, di corporatura minuta, e nei suoi gesti c’era una leggerezza quasi eterea. Con movimenti misurati, si accostò alla sua chitarra, uno strumento trasandato e vissuto, da cui lasciò nascere una melodia lieve, sfiorata dal tempo. Ne rimasi profondamente colpito, proprio come se quella scena avesse scosso qualcosa dentro di me, lasciandomi sospeso nella dolcezza della sua melodia.
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