apocalypsis
Il mondo sembra aver dimenticato da tempo il concetto di normalità. Il sole, ormai un ospite sporadico, emerge timidamente dietro un velo di nubi grigie e opache, mentre la terra, bruciata e polverosa, si presenta come un campo di battaglia segnato dalle cicatrici della catastrofe. Le città, un tempo cuori pulsanti di vita e speranza, sono ora scheletri di cemento e metallo arrugginito, consumati dal tempo e dalla desolazione. Davanti a me si estendono distese di detriti e ruderi, dove la vegetazione lotta per sopravvivere in un ambiente ostile. L'aria calda e secca è impregnata di paura e tensione. Ma la vera minaccia non arriva solo dalle rovine. Una forza silenziosa e devastante sta trasformando ogni angolo del mondo: ippopotami deformi e contorti, con corpi gonfi e abbozzati, vagano per le strade. Non sono più semplici animali, ma abbereanti incarnazioni della natura stessa. La loro presenza è un'ombra costante di terrore, che cresce ad ogni passo. Gli uomini rimasti in vita sono pochi, forse una manciata, e chissà dove si nascondono. Ed io rimango lì, solo, pronto a lottare per la sopravvivenza. Dopo tutto, non sto poi cosí male....
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