Ancora vivo, ancora sanguino
Non sono ferito, ma dentro sanguino, ogni ferita mi parla e mi trascino. Ho amato un veleno che brucia lento, mi ha tolto il fiato, lasciato in tormento. Chiedevo scusa per ogni paura, come se fossi colpa e non creatura. Un gesto sbagliato, cadeva il mondo, e io restavo a pezzi, senza un secondo. Attacchi al petto, un nodo alla gola, sentivo la vita andar giù da sola. Tremavo al pensiero d’esser lasciato, per ogni errore, mi sentivo odiato. Mi tagliavo piano, sperando finisse, che il cuore si fermasse, e il buio venisse. Ogni goccia urlava ciò che non dicevo, in quel rosso profondo io mi dissolvevo. Sorrisi finti, paura ogni sera, l’ansia che bussa e non fa più primavera. Vedevo l’inferno dietro un abbraccio, e stavo zitto, mi davo un cazzotto. Poi sei arrivata, luce nei giorni, Medlyne che cura i miei ritorni. Con te sto imparando a non tremare, a dire “sto male” senza crollare. Ancora sanguino, ma sto vivendo, non sono spezzato, sto resistendo. Con te al fianco, il buio si placa, e nasce in me una forza che spacca.
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